“Piccolo” messaggio agli Italiani

Salve a tutti ragazzi!

Stasera, dopo tanti giorni di assenza, voglio pubblicare un articolo che mi sta veramente a cuore. Sono convinto che alzerà una marea di polemiche e di critiche.

L’argomento di stasera sono i comportamenti e le ideologie che si stanno sviluppando in Italia, soprattutto nei giovani, riguardo alla marea di immigrati africani che quotidianamente sbarcano sulle nostre coste.

Perché proprio questo argomento quando potremmo parlare delle primarie americane o del grande Dario Fo? Della cena di Renzi alla Casa Bianca o dell’Isis?

Poiché sono stufo di vedere e sentire commenti, atteggiamenti e proteste senza alcun fondamento riguardo a tale argomento. Sono stufo di persone, e a malincuore miei coetanei, che cercano di indicare come colpevoli di ogni problema gli immigrati. La sanità non funziona? Colpa degli immigrati. Il tasso di occupazione dei giovani diminuisce? Colpa degli immigrati. Non si andrà in pensione? Colpa degli immigrati.

A mio avviso, come si è già capito, non credo che gli immigrati siano la causa di ogni nostro problema. Credo che il problema, in fondo, riguardi solamente noi italiani, con il nostro egoismo ed il nostro menefreghismo. Vorremmo uno stato solido e che ci dia servizi e soldi, senza però cercare di dare nulla in cambio; ormai non andiamo neanche più a votare!

Abbiamo sostenuto una politica corrotta che non ha fatto altro che divorare le risorse degli italiani, e noi glielo abbiamo permesso grazie alla nostra pigrizia e al nostro totale disinteresse verso la politica. E’ inutile girarci intorno, a noi basta avere la nostra casa, il nostro piatto di pasta e la partita di calcio in tv.

A questo punto la parte più rivoluzionaria di me andrebbe a colpire l’intero sistema politico capitalista, con la sua presunzione e le sue imposizioni, ma sarebbe un argomento troppo ampio e fuori contesto.

Vorrei raccontarvi quali sono gli eventi che hanno scatenato in me tale reazione. Come ogni liceale che si rispetti sono obbligato a prendere i mezzi pubblici per recarmi quotidianamente a scuola, ed è stato proprio qui che la mentalità tanto criticata si è fatta viva. Un paio di anziane signore stavano scendendo dall’autobus, una ragazza di colore aveva le cuffie e tentando di salire dalla loro stessa porta, ha accidentalmente urtato una delle due. Ovviamente l’autobus era pieno, la ragazza ascoltava a pieno volume le sue canzonette dal suo iphone e non si è girata per chiedere scusa.

A quel punto si è scatenato il Ku Klux Klan che era nella piccola ma presuntuosa signora, tutta in ghingheri. Volavano come proiettili frasi del tipo “Tutti così sono loro, sbarcano in Italia e pretendono di fare i padroni”, “Chi si credono di essere queste scimmie?”.

Insomma, avrete capito che la signora non era molto fine. Ora, per essere il più giusti possibile, la ragazza è stata decisamente maleducata; ma la reazione della signora lo è stata di più. Innanzitutto già guardando l’abbigliamento e il cellulare di questa ragazza si poteva capire che non è un’immigrata, ma probabilmente è nata in Italia come me.

Un altro evento scatenante è stato un giorno mentre camminavo per la mia città, sono passato davanti ad un centro di solidarietà dove un gruppo di ragazzi, probabilmente in Italia da poco, stavano seguendo un corso di Italiano. Mi si è riempito il cuore di gioia vedendo questa cosa anche perché, come vi mostrerò dopo, coloro che riescono ad entrare in qualche programma di accoglienza sono davvero pochi.

Alcuni giovani, forse miei coetanei, sono passati da quella stessa via, ridendo su come quello che stesse accadendo in quella stanza fosse una perdita di tempo e di soldi e su come avrebbero sterminato quell’intera razza. Da pelle d’oca, credo che tale evento si commenti da solo.

Ora voglio darvi alcuni dati che ho estrapolato direttamente dai rapporti del ministero dell’interno, vi lascio il link così se ne avrete voglia potrete controllare.

Ecco i dati:

Periodo: 01/01/2016 – 18/10/2016

Adulti sbarcati: 125.952

Minori sbarcati: 19.429

Immigrati partecipanti alle ricollocazioni EU: 5421 (circa il 3,72%)

(Valori per un giorno)                                                                                                                                  Costo adulto: € 32.5        Costo minore: € 45

Totale spesa: € 4.967.745

Totale per 291 giorni: € 1.445.613.795

Ovviamente i dati delle spese sono mooolto approssimativi, anche se rendono idea di quanto sia notevole la spesa che questa immigrazione sta portando al nostro paese. Ma il vero problema, il vero dato che ho voluto mettere in rilievo, è quello del programma di ricollocazione negli altri stati europei.

Solamente il 3.72% degli immigrati è stato o sarà ricollocato in un altro stato. 

Detto ciò possiamo vedere come non solo il problema sia degli italiani, ma anche dell’Europa dato che dovrebbe aiutarci per due semplici motivi: il primo puramente egoistico per evitare le spese che ho scritto prima ed il secondo per uno scopo più alto: aiutare il prossimo.

In conclusione vorrei ricordare a tutti noi italiani che un tempo i “parassiti” eravamo noi:

Scritto dall’Ispettorato del Congresso Americano sugli immigrati italiani negli USA, 1912   

“Non amano l´acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane.Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti.

Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l´elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.

Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le donne tornano dal lavoro. I nostri governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel nostro paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, attività criminali”.

La relazione così prosegue: “Propongo che si privilegino i veneti e i lombardi, tardi di comprendonio e ignoranti ma disposti più di altri a lavorare. Si adattano ad abitazioni che gli americani rifiutano pur che le famiglie rimangano unite e non contestano il salario. Gli altri, quelli ai quali è riferita gran parte di questa prima relazione, provengono dal sud dell´Italia. Vi invito a controllare i documenti di provenienza e a rimpatriare i più. La nostra sicurezza deve essere la prima preoccupazione”.

Il testo è tratto da una relazione dell´Ispettorato per l´Immigrazione del Congresso americano sugli immigrati italiani negli Stati Uniti, Ottobre 1912

Concludo chiedendo a tutti voi, sia a coloro che si sentono offesi da questo articoli sia da coloro che la pensano come me, di non accettare tutto ciò che ci viene profilato dai politici come oro colato. Pensate con la vostra testa, fatevi una vostra opinione anche stramba e anticonformista che sia, informatevi. Soprattutto quando in ballo c’è la vita di poveri popoli che cercano solo un futuro migliore, decidiamo che tipo di nazione vogliamo essere, decidiamo se la nostra priorità è il Dio denaro o le persone.

E per favore, vi imploro, abbattete i luoghi comuni.

Un saluto, il vostro Sethlan

 

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3 pensieri su ““Piccolo” messaggio agli Italiani

  1. L’articolo mi piace, ma mi permetto di fare un appunto: l’argomento “noi siamo stati al loro posto” non funziona. Gli italiani soffrono di eccezionalismo (eh, ma noi eravamo diversi. Lì erano gli americani ad essere razzisti) e soffrono di una straordinaria mancanza di empatia. La cosa migliore, secondo me, è farli vergognare

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  2. Hai ragione, ma non è la mia parola contro la loro. E’ la parola ufficiale di coloro che ci vedevano con gli stessi occhi con cui noi vediamo gli africani. E’ oggettivo. Ti ringrazio 🙂

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